Cingolani non fa il ministro ma il provocatore professionale

Cingolani non fa il ministro ma il provocatore professionale


E' ormai chiaro a tutti che la Transizione Ecologica non avrà inizio fino a quando Roberto Cingolani non si dimetterà da ministro della Transizione Ecologica.

i.fan. - 02/09/2021

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Tra le responsabilità di un ministro di un governo della Repubblica, persino in quella delle Banane, c'è di lavorare e di rappresentare l'interesse di tutti.

Il signor Roberto Cingolani, diventato ministro della Transizione Ecologica per volere di Mario Draghi su suggerimento allucinato di Beppe Grillo, non perde occasione per smentire la sua immagine di ministro assumendo quella del provocatore di professione.

L'ultima provocazione l'ha lanciata dal covo clandestino di Matteo Renzi, dove ha passato più tempo a sbeffeggiare gli "ecologisti radical-chic" che ad illustrare cosa stia facendo di concreto il suo ministero per iniziare la transizione ecologica.

Cingolani è talmente ossessionato dall'obbiettivo di insultare chi si oppone alle sue discutibili visioni che non si rende conto di aver passato il limite. Quello che demarca lo stile e le funzioni di un ministro da quelle di un agitprop, anzi di un provocatore professionale.

Persino la stampa che quotidianamente osanna il governo Draghi è apparsa imbarazzata dall'ultima sortita del ministro filonucleare.

dal Corriere della Sera:

Nel suo intervento all’apertura della Scuola di formazione politica «Meritare l’Europa» a Ponte di Legno in un evento organizzato da Italia Viva, il ministro ha avvertito che «nell’interesse dei nostri figli è vietato ideologizzare qualsiasi tipo di tecnologia. Stiamo ai numeri, quando saranno disponibili prenderemo le decisioni». Così Cingolani, convinto della necessità di un cambiamento epocale, ha criticato «gli ambientalisti radical chic», di cui — dice — il mondo è «pieno» cosi come «di ambientalisti oltranzisti, ideologici, peggiori della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati, se non facciamo qualcosa di sensato». «Sono parte del problema — ha sostenuto — spero che rimaniate aperti a un confronto non ideologico, che guardiate i numeri. Se non guardate i numeri rischiate di farvi male come mai successo in precedenza».


L'unico che dà i numeri è il ministro della Transizione Filonucleare.

Inoltre il provocatore Cingolani rende un pessimo servizio al governo di cui fa parte e agli interessi dell'Italia.


Non solo perché non fa nulla per l'ambiente e i cambiamenti climatici, ma perchè inquina le relazioni proprio con coloro che in gran parte rappresentano la spinta alla Tranzizione.

Immaginate le reazioni dei movimenti ecologisti europei e dei partiti Verdi, che in molti casi sono al governo o sono in procinto di andarci, dopo essere stati etichettati "radical chic".

Immaginate quale possa essere la stima e il rispetto che un futuro governo tedesco con presenza determinante dei Verdi avrà del nostro ministro Cingolani, quello che passa il tempo ad illuderci sul nucleare sicuro del 2050 anzichè preoccuparsi di fare qualcosa per salvare l'ambiente oggi.

E' ormai chiaro a tutti che la Transizione Ecologica non avrà inizio fino a quando Roberto Cingolani non si dimetterà da ministro della Transizione Ecologica.

i.fan.


keywords: Transizione ecologica, Roberto Cingolani, Verdi Europei, filonucleare, governo Draghi, Beppe Grillo, mini centrali nucleari,

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