E se non è genocidio, dimmi che cos'è uccidere i bambini di Gaza?

Erri De Luca dice che a Gaza non c'è un genocidio, ma non spiega perché e se non è un genocidio ci dovrebbe dire cos'è uccidere decine di migliaia di palestinesi, soprattutto bambini

Stop genocidio della Palestina 2026

i distinguo di Erri De Luca sul genocidio a Gaza

La polemica suscitata dalle parole dello scrittore Erri De Luca si è acuita dopo che il "Salerno Letteratura" lo ha escluso dalla presentazione del festival letterario a causa delle sue opinioni sul "non-genocidio" dei palestinesi a Gaza.

Una esclusione rozzamente giustificata dal fatto che De Luca avrebbe dovuto tenere la prolusione dell'evento e gli organizzatori, dopo le polemiche, gli avrebbero assegnato un ruolo meno centrale.

Erri De Luca giustamente si è rifiutato e la polemica sul ruolo e l'autonomia degli intellettuali si è riaccesa, con schieramenti da tifoserie ultras che lasciano intuire come sia caduto in basso il livello della polemica politica e culturale.

A stretto giro è arrivata la replica dello scrittore: “Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me… pure questa alla fine è una dichiarazione”.

Personalmente non condivido le opinioni di Erri De Luca sul "non genocidio" dei palestinesi a Gaza, come ha sostenuto intervenendo al Festival Internazionale degli Scrittori di Mishkenot Sha'ananim a Gerusalemme.

... "Sono anziano e ho scritto molti libri, ma sono rimasto uno scrittore e un lettore. Le mie convinzioni politiche riguardano la mia coscienza di cittadino, ma non entrano mai nei miei scritti", ha affermato De Luca.

"La mia adesione alla causa palestinese si interruppe bruscamente nel 1972, alle Olimpiadi di Monaco e al massacro di Monaco. Il fatto che degli ebrei venissero assassinati in Germania mi dissociò completamente dalla causa palestinese da quel momento in poi".  Ha affermato di sperare che ci sia la possibilità di un futuro più pacifico in Medio Oriente: "Quello che mi sembra ora è che questa guerra abbia la possibilità di essere l'ultima, perché c'è la possibilità per entrambi i paesi, Israele e Palestina, di cambiare profondamente. ... Per la Palestina, potrebbe significare liberarsi da Hamas e finalmente scegliere i propri rappresentanti politici a Gaza". ... "Per Israele, potrebbe significare cambiare il governo e fare di questo cambiamento la possibilità dell'arrivo della pace, non un cessate il fuoco provvisorio, ma direttamente quella magnifica parola: pace, shalom"

Erri De Luca evidenzia che “sionismo è diventato un termine dispregiativo per la politica di Israele”. Invece “per me è quel movimento politico che ha operato per la costituzione dello Stato di Israele. Sionista è chi crede a questo diritto. Chi parla di una soluzione a due Stati riconosce che uno di questi è Israele. Sionismo non è espansionismo, che invece lo tradisce”.

E aveva replicato anche a chi gli contestava di non utilizzare il termine genocidio rispetto a Gaza. “Non uso questo termine per definire la distruzione di vite umane in un conflitto che si svolge dentro centri abitati. A Gaza, la popolazione civile è stata continuamente spostata, costretta a essere profuga. Un genocidio l’avrebbe lasciata sul posto. Oppure estendiamo la parola genocidio alle battaglie di Rakka, Mosul, Mariupol, Aleppo”.


Erri De Luca si arrampica sugli specchi


Le evidenze e l'ampia documentazione raccolta nell'inferno di Gaza testimoniano di una volontà genocida che ha guidato la risposta militare di Israele contro la popolazione civile di Gaza e Cisgiordania.

Erri De Luca paragona la guerra di Gaza alle battaglie di di Rakka, Mosul, Mariupol, Aleppo, teatro di orrende stragi di civili, ma dimentica la differenza tra quelle città martiri e la città di Gaza: Gaza non è una città, Gaza è metà della Palestina - l'altra è la Cisgiordania massacrata dai coloni ebrei - e il governo israeliano ha ripetutamente esplicitato l'obiettivo di "svuotarla" di tutta la popolazione civile per annetterla alla "Grande Israele".

Non si rade al suolo una enclave di 2 milioni di individui, privandoli di qualsiasi cosa abbia a che fare con l'umanità, case ospedali acqua cibo sonno voglia di vivere, se non si persegue l'obiettivo di eliminare la presenza umana in quei luoghi.

Genocidio è l'eliminazione fisica e morale di un popolo, e questo a parere di tanti, anche il mio, è quanto è accaduto, e sta ancora accadendo, a Gaza.

La definizione semplicistica con cui Erri De Luca dichiara che se fosse stato un genocidio "l'avrebbe lasciata sul posto" è indice di grettezza storica. Gli ebrei nell'Europa invasa dal nazismo furono "spostati" nei campi di concentramento e uccisi, a Gaza tutto il territorio è stato trasformato in un campo di concentramento.

Sarebbe stato utile che Erri De Luca spiegasse perchè l'orrore di Gaza non può essere definito genocidio, per aiutarci a capire e per evitare polemiche inutili e schematiche.

Condivido gran parte delle opinioni dello scrittore sul sionismo, che è nato come fenomeno sociale e politico per la riunificazione degli ebrei nella loro terra, a fianco dei palestinesi. Condivido l'opinione che le ragioni della Palestina sono state compromesse dalle posizioni integraliste di Hamas e dalla corruzione di molti esponenti palestinesi, che l'intreccio millenario di odio e orrori non si districa con gli schematismi ideologici. Ma da 20 anni a questa parte purtroppo la maggioranza della popolazione di Israele ha smesso di credere alla possibilità di 2 Stati per 2 popoli e si è affidata sempre più ferocemente alla soluzione della "Grande Israele". E' per questo che progressivamente le vicende politiche hanno assegnato - per responsabilità dello Stato di Israele - al termine sionismo un altro significato, quello della volontà di espulsione e annientamento delle ragioni della Palestina.

Erri De Luca è un profondo conoscitore dell'ebraismo, oltre che essere un intellettuale rigoroso e un sincero democratico, e dovrebbe perciò essere il primo ad allarmarsi per la svolta fanatico-religiosa della politica israeliana durante l'era di Netanyahu da oltre 20 anni. La tentazione di interpretare l'ebraismo come l'unica "religione di Dio" ispira la narrazione delle destre di governo e degli atti di terribile violenza che si verificano costantemente tra Gaza e Cisgiordania.

Hanno fatto male gli organizzatori di Salerno Letteratura ad escludere Erri De Luca dalla manifestazione. Sarebbe stato più opportuno ed utile farlo intervenire, ponendogli una domanda, per capire: "E se non è genocidio, dimmi che cos'è uccidere i bambini di Gaza?". Trovami un altro termine che riesca ad esprimere il sentimento di enorme dolore, sofferenza, indignazione, rabbia per tutto quello che abbiamo visto e stiamo vedendo a Gaza.

Sarei sinceramente interessato ad ascoltare la sua risposta.

Segnalo sullo stesso argomento questo post di Lavinia Marchetti dell'agosto 2025

ERRI DE LUCA DAVANTI A GAZA: RESA DELLA PAROLA. ALUF BENN (DIRETTORE DI HAARETZ) DAVANTI A GAZA, IL RIPRISTINO DELLA PAROLA PIENA.

" ... Qui finisce l’illusione della “guerra di versioni”. Esistono fatti e cifre. Esistono corpi. Esiste un sistema che infligge fame e uccisioni, con consenso ampio. Esiste una parola pubblica che anestetizza. La pagina responsabile squarcia l’anestesia. Usa il nome giusto. Pretende accesso agli aiuti e tregua verificabile. Pretende rilascio degli ostaggi e dei detenuti senza accuse solide, poi uscita dalle città occupate. Non una sostituzione in cima, bensì un cambio di rotta reale, punizioni esemplari, una società da riformare dalla base, forse anche uno Stato e un popolo da riformare a partire dall'assunzione delle proprie responsabilità. "




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