Jason Atta Kwei Arday 1985–2026, Great and Unfortunate Things

La nomina a Cambridge aveva reso Jason Arday un caso mediatico internazionale, simbolo di riscatto per chi proviene da condizioni svantaggiate. Poi la morte

scritto da A_I_fan >> 17 ago 2026
Jason Arday, Great And Unfortunate Things

Jason Arday, Great And Unfortunate Things

Jason Atta Kwei Arday (1985–2026)

Jason Atta Kwei Arday è morto il 14 agosto 2026 nella sua casa di Battersea, a sud di Londra, all'età di 41 anni.

La polizia metropolitana ha definito il decesso "inaspettato, ma non sospetto". Era passata poco più di una settimana dalle sue dimissioni dalla cattedra di sociologia dell'educazione all'Università di Cambridge, dove nel 2023 era diventato il più giovane professore nero nella storia quasi millenaria dell'ateneo.

Un'infanzia segnata e una rinascita tardiva

Nato a Clapham il 9 maggio 1985 da genitori ghanesi, terzo di quattro fratelli, Arday crebbe in una casa popolare del sud di Londra.

Fu diagnosticato autistico e con ritardo dello sviluppo a tre anni; non parlò fino agli undici, non imparò a leggere e scrivere fino ai diciotto.

Nelle sue memorie, pubblicate pochi giorni prima della morte con il titolo Great and Unfortunate Things, racconta come alcuni medici e insegnanti lo liquidassero con un giudizio tagliente:

 "Non c'è nessuno lì dentro."

— così, scrive Arday, veniva descritto da alcuni medici e insegnanti della sua infanzia

Fu sua madre, che chiamava affettuosamente Giff, a rifiutare quel giudizio e a dedicarsi, per anni, a farlo emergere.

Il punto di svolta arrivò in età adulta, quando conobbe Debs, futura moglie, che gli insegnò a leggere lavorando insieme in un negozio di articoli sportivi.

Fu l'inizio di un percorso che lo portò, passando per il Merton College e il St Mary's College, fino al dottorato e infine alla cattedra di Cambridge nel 2023, a 37 anni.

Nel libro, ricordando quel traguardo insieme alla madre, racconta questo scambio:

"No, Giff. Non io. Noi. Ce l'abbiamo fatta."  — Jason Arday, ricordando le parole rivolte alla madre nel momento della nomina a Cambridge, in Great and Unfortunate Things


L'ascesa e la caduta pubblica

La nomina a Cambridge lo aveva reso un caso mediatico internazionale, simbolo di riscatto per chi arrivava da condizioni di svantaggio. Ma negli ultimi mesi la sua figura pubblica era stata travolta da una serie di inchieste giornalistiche che mettevano in dubbio parti della sua tesi di dottorato, accusata di plagio, e alcuni episodi della sua biografia pubblica, comprese affermazioni su imprese sportive e beneficenza.

Il 5 agosto 2026 Arday si dimise da Cambridge. Nella sua dichiarazione scrisse che le accuse, le speculazioni e il dibattito pubblico avevano avuto "un profondo impatto" su di lui e sulle persone che amava, e che le dimissioni non dovevano essere lette come un'ammissione delle accuse. Ha sempre negato il plagio.

Le ultime ore e le reazioni

Il collega di Cambridge Simon Baron-Cohen, direttore del centro di ricerca sull'autismo dell'ateneo, ha raccontato di essere stato in contatto con Arday poche ore prima della sua morte e di averlo trovato sottoposto a uno scrutinio implacabile su ogni dettaglio della sua vita.

Secondo Baron-Cohen, Arday era convinto che dietro le accuse di plagio si celasse uno schema ricorrente usato per screditare accademici neri in posizioni di rilievo.

La famiglia, in un comunicato diffuso tramite l'editore Simon & Schuster, ha parlato di una "campagna di vessazioni continue" durata oltre tre anni dal momento dell'accettazione della cattedra, e si è detta "sconvolta per la perdita di questo straordinario padre, compagno, fratello, zio e figlio".

Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha parlato di una "perniciosa campagna di diffamazione pubblica" a cui nessuno nella posizione di Arday avrebbe dovuto essere esposto.

Il primo ministro Andy Burnham ha definito la sua morte "una tragedia sotto molti punti di vista".

La vicerettrice di Cambridge, Deborah Prentice, ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e agli amici.


Great and Unfortunate Things. Un destino scritto e un destino compiuto

Il titolo stesso del libro racchiude, con un'ironia che nessuno aveva previsto, il filo conduttore di tutta la tragica sorte di Jason.

Nel prologo delle memorie, secondo quanto ricostruito da un'inchiesta del Washington Free Beacon, Arday racconta che la levatrice, al momento della sua nascita, avrebbe detto a sua madre:

"Questo bambino è destinato a grandi cose."

Una promessa di grandezza che l'autore, nel corso del libro, ripete in altre forme — un'eco, hanno notato alcuni critici, di una battuta pronunciata in una serie televisiva americana, dove un personaggio viene definito "destinato a grandi e sventurate cose". È da quella stessa espressione, "great and unfortunate things", che il libro prende il titolo.

Arday amava presentarsi come qualcuno che aveva trasformato, con la sola forza di volontà, un destino segnato dalla disabilità e dal pregiudizio in un destino di riscatto. In una recensione, viene citata una sua riflessione sulla propria condizione:

"Anche all'interno dell'esperienza autistica c'è molta diversità."

Ma il "destino" che il libro promette di aver conquistato — dalla non-verbalità infantile alla cattedra di Cambridge — si è scontrato, nelle ultime settimane della sua vita, con un destino opposto: quello di un uomo la cui intera biografia pubblica veniva messa in discussione, punto per punto, fino a spingerlo, secondo chi gli è stato vicino, oltre il limite di ciò che riusciva a sopportare.

Il libro che doveva essere la consacrazione definitiva della sua storia di "grandi cose" è uscito, nella sua edizione americana, appena tre giorni prima che Jason venisse trovato senza vita — trasformando il titolo stesso, con crudele ironia postuma, in una sintesi involontaria dell'intera parabola: grandi cose, e cose sventurate, vissute fino in fondo dalla stessa persona.

Great and Unfortunate Things, il libro che ripercorre la sua storia dall'infanzia fino alla nomina a Cambridge, è uscito negli Stati Uniti l'11 agosto 2026, tre giorni prima della sua morte, e non ha fatto in tempo a essere pubblicato nel Regno Unito, dove era atteso per il 27 agosto.

Jason Arday lascia la moglie Debs, la madre Giff, i fratelli e il resto della famiglia.