L'ombra di Epstein sul Midterm di Trump, il suicidio di Andriesz

Prima delle elezioni di midterm, la morte di Simon Andriesz riapre lo scontro politico sui legami tra l'uomo di Trump Howard Lutnick e il criminale Epstein


Chi ha ucciso Simon Andriesz?

Chi ha ucciso Simon Andriesz?

— La notizia è rimbalzata tra la Cornovaglia, la City britannica e le stanze del potere di Washington con la forza di un terremoto istituzionale. Simon Andriesz, l'ex banchiere di 57 anni divenuto la figura chiave nello svelare la reale profondità dei contatti tra il Segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, e il criminale finanziere Jeffrey Epstein, è stato trovato morto.

Sebbene la prima pista investigativa ipotizzata da alcune testate finanziarie britanniche parli di un tragico gesto volontario, la mancanza di dettagli ufficiali delle autorità e il tempismo della scomparsa hanno immediatamente proiettato la vicenda dal piano della cronaca a quello del duro scontro politico elettorale.

A poche settimane dalle elezioni di midterm, l'amministrazione guidata da Donald Trump si trova nuovamente costretta a gestire un caso che unisce i fantasmi mai sopiti del dossier Epstein, il ruolo dei poteri forti di Wall Street e l'etica della squadra di governo.

La pista del whistleblower e l'email che ha smentito Lutnick

Simon Andriesz non si era limitato a lanciare sospetti generici. Analizzando la mole imponente di documenti resi pubblici nell'ambito degli Epstein Files, l'ex banchiere aveva applicato una chiave di ricerca mirata: le sigle "HWL", corrispondenti all'indirizzo di posta elettronica riservato di Howard William Lutnick.

La scoperta ha segnato una svolta. Andriesz ha portato alla luce uno scambio di messaggi del 2018 in cui Epstein chiedeva direttamente a Lutnick un parere sulle prospettive economiche e sui ricavi di Adfin, una startup di pubblicità digitale in cui entrambi risultavano investitori di primo piano.

Quella traccia scritta ha incrinato la versione difensiva sostenuta per mesi da Lutnick. Il Segretario al Commercio aveva sempre affermato di aver interrotto ogni tipo di contatto con Epstein all'indomani della sua prima condanna per reati sessuali nel 2008. Incalzato dalle evidenze consegnate da Andriesz alla House Oversight Committee (la commissione d'inchiesta della Camera statunitense), Lutnick ha dovuto ridimensionare le sue dichiarazioni, ammettendo anche una sosta per pranzo sull'isola privata del finanziere nel 2012, pur continuando a proclamarsi del tutto estraneo alle attività illecite dell'uomo.

Il giallo delle ultime parole e l'indagine della FCA

A rendere politicamente esplosiva la scomparsa del whistleblower sono i messaggi pubblici che lo stesso Andriesz aveva diffuso sui social poco prima di morire. L'uomo ha denunciato apertamente di aver subito "conseguenze personali e ritorsioni devastanti per me e per la mia famiglia" a causa della sua scelta di collaborare con gli inquirenti e con la BBC, preannunciando l'intenzione di voler pubblicare ulteriori dossier e "rivelare la storia dietro a ciò che è davvero accaduto".

Mentre la polizia britannica mantiene il massimo riserbo sui rilievi autoptici, a Londra la Financial Conduct Authority (FCA) — l'organismo di vigilanza sui mercati finanziari del Regno Unito — ha annunciato l'apertura di un'istruttoria interna per verificare come siano state gestite anni fa le prime denunce presentate da Andriesz sui flussi finanziari legati a Epstein. Un passaggio tecnico che conferma come le segnalazioni dell'ex banchiere avessero una solidità istituzionale indiscutibile.

Il dilemma politico di Donald Trump

Per la Casa Bianca, la gestione del "caso Andriesz-Lutnick" si muove sul filo del rasoio:

1. La blindatura di Washington: Donald Trump ha finora scelto di confermare la sua totale e incondizionata fiducia nel Segretario al Commercio. Per il Presidente, cedere alle richieste di dimissioni avanzate dall'opposizione democratica significherebbe ammettere una debolezza strutturale all'interno del proprio gabinetto. Inoltre, Lutnick non è un ministro ordinario, ma rappresenta l'architetto della complessa strategia sui dazi e sul protezionismo economico promessa agli elettori.

2. L'offensiva dell'opposizione: I Democratici stanno trasformando la tragedia del whistleblower britannico in un punto centrale della propria campagna per il Congresso, accusando l'amministrazione di applicare doppi standard morali e di proteggere l'élite di Wall Street legata all'universo di Epstein a scapito della trasparenza.

Verso le urne

Se gli sviluppi investigative in Gran Bretagna dovessero rimanere confinati ad un tragico dramma personale, la Casa Bianca confidare che la priorità degli elettori — concentrata su economia, costo della vita ed inflazione — possa gradualmente oscurare lo scandalo.

Tuttavia, con l'autorità finanziaria britannica al lavoro e il Congresso americano pronto a chiedere conto di ogni nuova carta, l'ombra del whistleblower scomparso rischia di rimanere la più pericolosa mina vagante sulla strada del voto di midterm per l'amministrazione Trump.

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......... quale era la percentuale dell'investimento di Epstein sul capitale di ADFIN ?

Nei documenti resi pubblici e nelle analisi giornalistiche basate sugli "Epstein Files" non viene specificata una percentuale complessiva esatta sul capitale totale dell'intera azienda Adfin (poiché si trattava di una startup con una pluralità di investitori e diverse tasche di finanziamento), ma i documenti contengono i dati precisi delle quote e delle cifre investite dai singoli soggetti:

L'investimento di Epstein: Attraverso la sua società Southern Trust Company, Jeffrey Epstein aveva accumulato nel tempo una partecipazione finanziaria significativa, arrivando a investire complessivamente 875.000 dollari nella startup (attraverso tranche successive a partire dal 2013), posizionandosi come il terzo azionista per entità di investimento all'interno di Adfin.

L'investimento di Lutnick: Dal canto suo, Howard Lutnick aveva investito 350.000 dollari attraverso un veicolo societario dedicato (CVAFH I LLC), collegato al gruppo Cantor Fitzgerald.

Questi dati mostrano che, pur condividendo lo spazio azionario nella stessa startup (insieme ad altri investitori e soggetti istituzionali minori), i due operavano attraverso veicoli finanziari distinti.

..... che ruolo aveva Lutnick in Adfin, oltre a essere un investitore?

In base ai documenti emersi, Howard Lutnick non figurava con ruoli operativi di gestione o di amministrazione diretta (come il ruolo di amministratore delegato o direttore esecutivo) all'interno di Adfin.

Il suo coinvolgimento nella startup si limitava a:

Essere un investitore: Avvenne tramite un veicolo societario dedicato (CVAFH I LLC), collegato a Cantor Fitzgerald.

Condividere interessi di co-investitore e scambiare informazioni sull'andamento della società: Come dimostrato dalle email del 2018, Lutnick veniva interpellato direttamente (tramite l'account contrassegnato dalle sue iniziali) per fare il punto sulle prospettive economiche e commerciali dell'azienda.

 ...... ma se Lutnick era un semplice investitore perché Epstein chiedeva a lui informazioni sulle prospettive della Adfin ?

Il motivo per cui Jeffrey Epstein si rivolgeva direttamente a Howard Lutnick (tramite l'account contrassegnato dalle sue iniziali, HWL) per avere aggiornamenti su Adfin risiede nel fatto che Lutnick non era un investitore qualsiasi o passivo, ma una figura centrale e di riferimento per quel co-investimento.

I documenti emersi dalle inchieste evidenziano alcuni aspetti chiave di questo legame operativo:

Il ruolo di Cantor Fitzgerald: L'investimento di Lutnick non era un'iniziativa isolata di risparmio privato, ma passava attraverso un veicolo societario (CVAFH I LLC) direttamente legato alla sua galassia finanziaria, Cantor Fitzgerald.

La gestione e il controllo della startup: In qualità di guida del gruppo finanziario e co-investitore di rilievo (accanto a Epstein, che figurava come il terzo azionista della società), Lutnick deteneva informazioni di prima mano e un canale privilegiato sull'andamento strategico, sui ricavi e sui bilanci di Adfin.

Canali diretti e personali: Le email del 2018 mostrano che i due non si scambiavano solo dati aziendali asettici, ma dialogavano direttamente su questioni d'interesse comune — come lo stato della startup, ma anche su vicende immobiliari o su proteste urbanistiche locali — confermando un canale di comunicazione attivo e confidenziale che andava ben oltre il semplice rapporto formale tra azionisti estranei.

...... Quindi Lutnick ha mentito davanti la commissione del congresso quando diceva di essere un semplice investitore e di non sapere che Epstein fosse un socio importante di Adfin?

Questo è esattamente il punto centrale dello scontro politico e delle accuse mosse a Howard Lutnick.

Durante le audizioni davanti alla House Oversight Committee, i membri democratici della commissione (e diversi esponenti dell'opposizione) hanno accusato apertamente Lutnick di aver mentito o di aver fornito risposte evasive e incoerenti.

La questione ruota intorno a due posizioni inconciliabili:

La difesa di Lutnick: Il Segretario al Commercio si è difeso sostenendo di essere stato un semplice investitore di minoranza, di non aver gestito direttamente la startup Adfin e di non essere stato a conoscenza del fatto che Jeffrey Epstein fosse a sua volta un co-investitore nella stessa società, dichiarando inoltre di aver troncato i contatti significativi con lui anni prima.

Le prove contrarie: Le email del 2018 emerse dai file (portate alla luce grazie al lavoro di Simon Andriesz) dimostrano che Epstein si rivolgeva direttamente all'account associato a Lutnick ("HWL") per avere aggiornamenti economici sull'andamento e sui ricavi di Adfin, evidenziando uno scambio e un canale diretto che smentiscono l'idea di una totale estraneità o di un'inconsapevolezza totale dei co-investitori presenti nella startup.

Proprio per questa contraddizione tra le sue dichiarazioni pubbliche/istituzionali e i documenti scritti emersi dalle carte, diversi parlamentari e membri della commissione sono arrivati a chiedere formalmente le sue dimissioni, sostenendo che abbia ingannato il Congresso sulla natura e sulla profondità dei suoi rapporti d'affari legati alla rete di Epstein.