Perchè il tradimento di Haley Stevens può ribaltare le Midterm?

Per i democratici il tradimento della Stevens contro El-Sayed può costare il seggio importante del Michigan e avere ripercussioni anche in altri Stati chiave


Haley Stevens vota Rogers e tradisce il dem El Sayed

Haley Stevens vota il Gop Rogers e tradisce il Dem El Sayed

Haley Stevens, senatrice Dem uscente del Michigan, a 3 giorni dalle elezioni di Midterm annuncia che voterà il GOP Rogers anziché il collega di partito El Sayed che l'aveva sconfitta nelle primarie.

Per i democratici il tradimento della Stevens può costare il seggio importante del Michigan e avere ripercussioni anche in altri Stati chiave.

Trump ha elogiato la Stevens e si sospetta che l'abbia "aiutata" assieme alle lobbies filoisraeliane a prendere posizione contro El Sayed.

Qualcuno sospetta che ci sia stato anche un mercato poco nobile dietro il voltafaccia della Stevens.

Ma ormai c'è poco da recriminare, a poche ore da un voto che può cambiare l'America e gli equilibri nel resto del mondo.

Perchè al di là dei personalismi e delle beghe elettorali locali, le elezioni Midterm 2026 sono un referendum pro o contro Donald Trump.

Il tradimento di Haley Stevens può ribaltare le Midterm?


Sì, perché nel pieno di una campagna elettorale che aveva risvegliato la partecipazione e l'entusiasmo di molti democratici, il voltafaccia clamoroso e meschino della Stevens contro Abdul El-Sayed resuscita i fantasmi della diffidenza verso un "partito di establishment", un partito che pensa solo al potere e ai potenti, come viene consiederato da gran parte degli elettori democratici giovani, di sinistra e propal.

Si tratta di un elettorato sempre in bilico tra la partecipazione e l'astensione, che si era riattivato negli ultimi mesi sotto la spinta della speranza di eleggere deputati e senatori democratici di sinistra al posto dei vecchi arnesi dell'establishment - come Joe Biden e Kamala Harris, senza dimenticare Hillary Clinton -  ma ora il tradimento della Stevens fa riaffiorare i dubbi e la voglia di astenersi dalla politica, anche se dall'altra parte c'é il boss Trump.

La Stevens evoca la possibilità che dopo il voto del 3 novembre i Democratici eletti al Congresso riprendano a fare i soliti intrallazzi di potere, con critiche di facciata a Trump e accordi sottobanco sulle grandi questioni, l'inflazione, i data center, la guerra e l'appoggio a Israele contro i palestinesi.

Ma c'è anche chi pensa che il tradimento dell'ultima ora della Stevens possa sortire un effetto contrario.

Per molti elettori democratici - e anche qualche repubblicano - la decisione di Haley Stevens è paragonabile ad una vigliaccheria, una pugnalata alle spalle che fa arrabbiare ancora di più alcune fasce di opinione e mette in cattiva luce i giochi di potere dei repubblicani con i vecchi apparati dei democratici.

Motivo ulteriore per andare a votare e "punire" questi atteggiamenti.

C'è da considerare inoltre che anche in Michigan l'effetto del voltafaccia di Haley Stevens, che fino a pochi giorni prima aveva dichiarato di votare suo malgrado per El Sayed, potrebbe non dare al rivale GOP Rogers i voti sufficienti per vincere. Tutti i recenti sondaggi sul voto del Michigan danno un vantaggio in crescita per El Sayed, che nelle ore immediatamente successive all'annuncio della Stevens ha raccolto fondi elettorali inaspettati da parte di sostenitori arrabbiati.

Dopo la discesa in campo di Barak Obama a favore di El-Sayed, quest'ultimo aveva visto crescere i sondaggi a suo favore fino ad un margine del 5% sul rivale repubblicano, e anche il seggio senatoriale del Michigan veniva ormai considerato un Blue, tanto da far sperare in un Senato a maggioranza Dem di 53 a 47.

Donald Trump ovviamente gongola per il tradimento della Stevens, che potrebbe rivelarsi come un "suo successo" personale.

La fissazione di Trump contro i candidati "proPal" democratici è uno dei temi di campagna elettorale più importanti, con cui le lobby ebraiche repubblicane hanno cercato di arginare l'opinione anti-israeliana che si esprime nell'appoggio ai candidati di sinistra dei Dem.

Qualcuno sospetta che ci sia stato anche un mercato poco nobile dietro il voltafaccia della Stevens.

Ma ormai c'è poco da recriminare, a poche ore da un voto che può cambiare l'America e gli equilibri nel resto del mondo.

Perchè al di là dei personalismi e delle beghe elettorali locali, le elezioni Midterm 2026 sono un referendum pro o contro Donald Trump.