Onore a Katie Zacharia, donna kamikaze licenziata da Donald Trump

Il licenziamento di Katie Zacharia - dopo 5 giorni dall'incarico - è un clamoroso boomerang e dimostra la completa incapacità di Trump di governare


Katie Zacharia Boomerang Trump

Katie Zacharia donna kamikaze contro Trump

La sconcertante apparizione di Katie Zacharia


La prima e unica volta di Katie Zacharia

14 minuti di puro spettacolo - offerto dalla prescelta di Trump, Katie Zacharia - alla Casa Bianca


La notizia si diffonde venerdì mattina e travolge Katie Zacharia, che da lunedì era stata assunta da Donald Trump come neo addetto stampa della Casa Bianca al posto di Karoline Leavitt dimessasi ad agosto per protesta dopo essere stata usata come bersaglio sul Air Force One su cui il presidente non era salito nel timore di un attentato.

Katie Zacharia è stata licenziata da Trump due giorni dopo la sua prima disastrosa apparizione ad un incontro con la stampa accreditata alla White House, durata pochi minuti per l'evidente imbarazzo suo e dei presenti.

Non riusciva a spiccicare parola, che per un addetto alla comunicazione è il colmo. E in aggiunta, come colpo di grazia, si è scoperto che Zacharia si faceva chiamare "avvocato" senza aver mai superato l'esame per l'abilitazione professionale. Uno scandalo, di cui l'intero staff della Casa Bianca, a cominciare dal suo boss Donald, non si era accorto perché non aveva letto attentamente il curriculum della presunta avvocata Katie.

La notizia del licenziamento di Zacharia non meriterebbe certamente di scavalcare altri ben più tragici o importanti avvenimenti - dal tradimento di Trump contro l'Ucraina, alla guerra in Iran che fa schizzare il prezzo del petrolio, alle imminenti elezioni di Midterm ecc - ma ad una lettura più attenta si capisce che invece il caso Zacharia merita di essere analizzato e ribaltato.

Non è stata la bionda Katie ad imbrogliare l'ingenuo Donald, bensì il contrario: la "non avvocata" Zacharia è la vittima del maschilismo egocentrico e violento di Donald Trump, da tutti conosciuto per l'uso spregiudicato e meschino dell'immagine femminile, il compare di Jeffrey Epstein, il condannato in sede civile di aggressione sessuale e diffamazione nei confronti della scrittrice e giornalista americana E. Jean Carroll, il condannato nella causa di Stormy Daniels .

Zacharia da "non avvocata" a "kamikhaze" vendicatrice di tutte le donne


Vero è che Zacharia sgomitava e aspirava certamente ad avere un posto all'ombra di Trump, e non ha fatto nulla per non ficcarsi nei guai, ma non immaginava certo di essere trattata come un qualunque straccio usa e getta.

E non immaginava nemmeno che avrebbe creato un notevole problema per il presidente, da cui potrebbe essere danneggiato molto più di quanto gliene viene dall'aver tradito l'Ucraina.

Infatti il giorno dopo il licenziamento, si assiste ad un clamoroso ribaltamento: il prezzo lo paga Trump per il quale si intravede un clamoroso boomerang, nel mezzo di un crollo degli indici di gradimento e a pochi giorni dalle elezioni di midterm che già lo vedono perdente alla Camera e forse anche al Senato.

Come si fa - si chiede il famoso "uomo della strada" - ad assumere una persona ad un incarico importante e delicato, la comunicazione della Casa Bianca alla stampa - senza averne verificato le capacità, i requisiti, i titoli?

La risposta è semplice: Trump aveva probabilmente ispezionato o valutato i meriti di Zacharia da un altro "punto di vista", quello di cui aveva già dato prova nella cartolina di auguri a Jeffrey Epstein. E questo nella sua stupida e violenta concezione della donna poteva bastare, fino a prova contraria.

Una prova contraria che la stessa Katie Zacharia gli ha dato, mettendolo nei guai e trasformandosi da "non avvocata" a "kamikaze" vendicatrice di tutte le donne offese e umiliate da Donald Trump.


da Fox News (media ultra-trumpiano)

".... Un quinto corrispondente della Casa Bianca, interpellato da Fox News Digital, aveva un'opinione contrastante. Da un lato, il giornalista affermava che Zacharia non meritava alcuna compassione poiché aveva accettato un incarico per il quale era "manifestamente inadatta", sottolineando il suo curriculum vitae abbellito, di cui sapeva che prima o poi sarebbe venuto alla luce.

"D'altra parte, che vergogna per il presidente", ha commentato il corrispondente. "Era chiaramente impaziente e impulsivo. Voleva subito il suo nuovo addetto stampa e non avrebbe permesso alla perfida Susie Wiles di dirgli di aspettare mentre lei convinceva qualcuno più competente e più preparato per uno dei lavori più difficili del governo ad accettare effettivamente l'incarico."

Il corrispondente ha indicato Anna Kelly e Lauren Bis, attuali membri dello staff dell'ufficio stampa della Casa Bianca, come persone in grado di svolgere il lavoro ma che non sono "adattate" al ruolo agli occhi di Trump.

"Ha preso una ragazza che sembrava per bene, che lo difendeva in televisione e se la cavava piuttosto bene, e l'ha sottoposta a un'enorme umiliazione, trasformandola nello zimbello nazionale, solo perché non voleva sentirsi dire di no", ha affermato il giornalista a proposito di Zacharia.

"Non voglio dire che le abbia rovinato la vita, ma lei sarà oggetto di scherno per molto tempo. E non è giusto.

... Garrett Haake, corrispondente di NBC News alla Casa Bianca, ha affermato che la vicenda che coinvolge Zacharia riflette un "problema più grande" per Trump e il suo staff.

"La rimozione dell'ormai ex addetta stampa Katie Zacharia mette in luce un problema più grande per la Casa Bianca di Trump a due settimane dalle elezioni di metà mandato: faticano a veicolare un messaggio chiaro. Comizi sconclusionati, storie dello staff che monopolizzano l'attenzione, lunghe riunioni in cui è difficile sentire le voci, nessuna conferenza stampa", ha scritto Haake su X."