America vota per cancellare Trump e Trumpismo, il Mondo spera

L'America si risveglia per votare la fine dell'era Trump, un incubo che gli americani stessi avevano scambiato per un sogno


11 03 2026 Finisce Incubo Trump

La fine del Trumpismo


in aggiornamento


3 novembre 2026 non sarà il giorno del giudizio universale ma non sarà nemmeno uno dei tanti giorni qualsiasi segnati dal calendario della Storia.

Oggi gli Stati Uniti d'America, di cui tutti siamo consapevoli dell'enorme, smisurato potere di condizionamento economico, militare, tecnologico e ideologico sul resto del Pianeta, oggi gli americani vanno a votare per compiere un'atto di riparazione senza precedenti nella loro storia: cancellare con il voto democratico un incubo che loro stessi avevano contribuito a creare, avendolo scambiato per un sogno, una felice trovata per scacciare altri brutti sogni che si erano affollati nella loro spensierata vita di dominatori della globalizzazione.

Gli americani avevano già provato nel 2020 a rimediare all'errore sperando che sarebbe bastato mandare alla Casa Bianca il vecchio Joe Biden, co-protagonista dei sogni perduti.

Si sono resi conto che per scacciare un grande incubo non è sufficiente prendere un pò di melatonina.

L'incubo Trump è tornato nel 2024 più potente e minaccioso di prima, perché gli americani e gran parte del resto del mondo avevano chiesto una controprova, un supplemento di illusione trumpiana per ritrovare l'America First, Great Again.

Donald Trump e la sua banda di cupi ultraricchi imbroglioni guidati da Elon Musk sono ripiombati due anni fa sul palcoscenico di Washington e hanno iniziato il più folle, cinico, orrendo spettacolo della politica mondiale mai messo in scena da decenni. A fargli compagnia, i suoi due compari burattinai Bibi Netanyahu e Vladimir Putin.

Chi si vuole fare del male e ripercorrere gli eventi di questi ultimi due anni può facilmente rendersene conto. Nessuna delle promesse fatte è stata mantenuta, solo una lunga sequenza di mascalzonate, voltafaccia, ruberie, volgarità e arricchimenti personali. Tra i più cinici, dolorosi e criminali tradimenti, la promessa fatta agli iraniani di aiutarli a liberarsi del regime oppressivo degli ayatollah: decine di migliaia ci hanno creduto e sono stati massacrati dalle guardie di Khamenei senza che Trump muovesse un dito per salvarli. Le bombe su Teheran sono servite solo a difendere gli interessi di Netanyahu e dei petrolieri. Trentamila ragazze e ragazzi iraniani massacrati.

Oggi gli americani votano per porre fine all'incubo che loro stessi hanno creato due anni fa.

All'inizio erano scettici e titubanti nell'ammettere il madornale errore della rielezione di Trump, ma poi giorno dopo giorno, con le immagini dei crimini israeliani con le bombe americane a Gaza e dei russi in Ucraina e l'assassinio di Renee Good e Alex Pretti, e la guerra all'Iran e il gasolio alle stelle e i data center a rubare l'acqua degli agricoltori ed Elon Musk e i tecnoligarchi che si vantano di guadagnare trilioni di dollari succhiati dalle tasche del mondo intero, e le foto dell'amico Jeffrey Epstein, tutti i dubbi si sono trasformati in certezza.

Donald Trump è diventato l'incarnazione delle ingiustizie del mondo intero, se l'è intestate tutte perché la sua sete di potere ne aveva bisogno per soddisfare l'egocentrismo paranoico di cui soffre e fa soffrire il resto dell'umanità.

Donald Trump aveva promesso di essere il più grande presidente della storia degli Stati Uniti d'America, e invece gli americani oggi con il loro voto lo cancelleranno dalla loro storia, perché ne hanno viste troppe.

Il voto di midterm sarà uno tsunami che sommergerà Donald Trump e tutti gli analisti / sondaggisti ne sono convinti.

Molti di loro però descrivono le conseguenze del voto con toni distaccati e distensivi: Trump perderà il controllo del Congresso - Camera e Senato - e quindi sarà un'anatra zoppa totale, molto arrabbiata, ma continuerà ancora a gestire la politica estera, ad elargire favori alle sue cerchie affaristiche, a mettere il veto sulle leggi varate dal Congresso a maggioranza democratica. Quindi Trump continuerà ad esercitare un potere notevole e in grado di influenzare la scena politica globale.

Un Trump arrabbiato ma astuto e quindi ancora pericoloso. Quindi se ne deduce che l'incubo non finisce oggi con il voto di midterm, ma continua con altre modalità.

E' un rischio vero, ma c'è qualcosa che sfugge.

Sfugge ad esempio il fatto che una pesante sconfitta dei repubblicani in queste elezioni di Midterm, anche negli Stati che tradizionalmente votano GOP da decenni, farà deragliare completamente il carro opportunistico della politica americana, in vista della fine del secondo mandato di Trump tra 2 anni, e con la campagna elettorale che inizierà già nel 2027.

Se i repubblicani vorranno avere qualche barlume di speranza per eleggere un JD Vance o Marco Rubio alle prossime presidenziali, dovranno far dimenticare in tutti i modi l'era Trump agli americani.

"Donald Trump ? e chi è? chi lo conosce, mai visto", i repubblicani faranno a gara per cancellare il ricordo di Trump dalla mente dei loro potenziali elettori.

Al punto da non escludere di assecondare una eventuale richiesta di impeachment promossa dai democratici nel caso in cui il "potere di veto" presidenziale si trasformi in ostruzionismo sovversivo da parte di Trump.

I repubblicani saranno i primi a voler dimostrare la voglia di cancellare l'incubo generato da Trump e dal Trumpismo.

Anche i più cupi alleati di Trump, Netanyahu e Putin in testa, faranno a gara per trovare soluzioni alternative, in modo che la regia della destra trumpista mondiale vagheggiata dai sovranisti alla Steve Bannon, Elon Musk e Peter Thiel sarà costretta a cercare qualche nuovo attore in grado di recitare la parte.

Dopo il voto di midterm non ci saranno tempi di ordinaria politica a Washington, perchè il risveglio da un incubo non è mai facile e tranquillo.

Trump ha già minacciato di bombardare l'Iran a partire dal 4 novembre, ordinerà a Zelensky di arrendersi senza condizioni a Putin per intestarsi la "pace" in Ucraina, manterrà a galla Netanyahu in Israele per un "governo di unità" antipalestinese, ruberà il petrolio del Venezuela per accontentare le cosche dei suoi amici petrolieri, continuerà la caccia all'immigrato e gli insulti all'Europa.

Trump continuerà a fare Trump per qualche altro mese ancora, ma poi inesorabilmente il sipario si chiuderà e lo cancellerà. Lo speriamo in tanti, tutti.

La fine di un incubo però non coincide con l'inizio di un bel sogno.

Il dilemma della politica americana riguarda anche i rappresentanti del partito democratico. Alcuni personaggi nuovi sonno emersi in questa campagna elettorale, da El-Sayed a Talarico, da Ossof ad Hamilton, ma nessuno appare ancora in grado di rinnovare, riunificare e accelerare i pezzi sparsi del movimento progressista, divisi da conflitti esogeni, come lo scontro tra le lobbies filoisraeliane e i sostenitori proPalestina, o endemici come la controversia sui data center tra tecnocrati ed ecologisti dimostra.

Se i Dem riconquisteranno il Congresso non sarà per i loro meriti riconosciuti ma per il profondo rigetto che ogni angolo della società americana manifesta nei confronti di Donald Trump.