Coronavirus, Tencent-Leak Contro Xi Jinping?

06/02/2020

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Sul sito di Tencent, una delle Big Corporation del sistema economico-finanziario-mediatico cinese, per qualche minuto del 1 febbraio compare un aggiornamento del numero di morti per l'epidemia di coronavirus che è 10 volte più grande del numero ufficiale dichiarato dal regime.

Un errore? un hackeraggio? o un avvertimento politico a Xi Jinping?

La notizia viene riportata da alcuni media di Taiwan:

Tencent may have accidentally leaked real data on Wuhan virus deaths
Tencent briefly lists 154,023 infections and 24,589 deaths from Wuhan coronavirus

Alla fine di sabato sera (1 febbraio), Tencent, sulla sua pagina web intitolata "Epidemic Situation Tracker", ha mostrato il numero dei casi confermati di nuovo coronavirus (2019nCoV) in Cina, attestati a 154.023, 10 volte il dato ufficiale di quel giorno. Ha elencato il numero di casi sospetti come 79.808, quattro volte la cifra ufficiale.


Il numero di casi curati era solo di 269, ben al di sotto del numero ufficiale quel giorno di 300. Più tragicamente, il bilancio delle vittime elencato era di 24.589, notevolmente superiore ai 300 ufficialmente elencati quel giorno.

Pochi istanti dopo, Tencent ha aggiornato i numeri per riflettere i numeri "ufficiali" del governo quel giorno. I netizen hanno notato che Tencent ha pubblicato in almeno tre occasioni numeri estremamente alti,  per poi abbassarli rapidamente adattandoli alle statistiche approvate dal governo.

La notizia è alquanto strana, e potrebbe rivelare uno scontro all'interno del regime cinese di ampia portata.

Che il numero dei casi di contagio e dei morti "reali" a causa dell'epidemia di "polmonite di Wuhan" fosse di gran lunga maggiore di quello comunicato giornalmente dalle autorità sanitari governative, non vi erano molti dubbi fin dall'inizio.

Un evento così catastrofico e dirompente per la Cina deve essere controllato in ogni particolare per evitare il vero pericolo che Xi Jinping ha denunciato nei giorni scorsi, la minaccia al sistema economico e sociale di tutta la nazione (cioè del suo impero).

Fin dall'inizio quindi è stata creata una unità speciale all'interno del Comitato Centrale del Partito che ha il compito di divulgare i numeri ufficiali, gli ammalati, i morti, i casi sospetti, il numero dei "guariti", degli addetti alle cure mediche, delle strutture e dei posti letto disponibili, ecc ecc.

Un enorme quantità di dati provenienti da tutte le amministrazioni locali, da accentrare, verificare, "correggere" e poi sfornare ad uso e consumo di tutto il sistema mediatico mondiale. Il ruolo di Tencent in questa grande e complessa macchina di elaborazione e manipolazione è fondamentale. L'azienda tuttavia dispone delle risorse umane (circa 800.000 addetti) e tecnologiche per far fronte a qualsiasi sfida.

Sui siti internazionali la notizia del Tencent Leak viene data come un errore, una pagina web aggiornata con numeri veri anzichè manipolati e poi immediatamente sostituita quando qualcuno si è accorto dell'errore. Questo farebbe pensare che Tencent abbia ricevuto dal governo i numeri veri, oltre a quelli manipolati. Un'ipotesi alquanto irreale. Perchè la commissione sanitaria centrale dovrebbe fornire a Tencent una contabilità vera ed una ufficiale ma falsificata? Basta la seconda, per non correre alcun rischio su eventuali fughe di dati e speculazioni.


Sarebbe da escludere anche l'ipotesi di un hacker infiltratosi dentro il server che ospita il sito di Tencent, perchè l'azienda sarebbe stata immediatamente costretta a dare notizia dell'attacco anziché far nascere e circolare dubbi sull'affidabilità delle informazioni governative sull'epidemia di coronavirus. Il disonore di Tencent non è paragonabile a quello del regime di Xi Jinping.


L'errore di Tencent potrebbe invece configurarsi come il gesto deliberato da parte di qualcuno all'interno dell'azienda con alle spalle una "copertura politica" molto in alto.

Qualcosa che avrebbe a che fare con un "avvertimento" lanciato nei confronti del partito o meglio dell'ala dominante di Xi Jinping: "abbiamo la possibilità di far uscire numeri e informazioni che danneggerebbero il governo" costringendo molti, fino al Boss supremo, a dimettersi?

Di sicuro c'è che dentro gli apparati del Partito Comunista è iniziato uno scontro tra il nucleo centrale che ruota attorno a Xi Jinping e gruppi eterogenei che rappresentano le amministrazioni locali, dotate di strutture, mezzi e relazioni potenti e ramificate, tanto da farle apparire come dei veri e propri "regimi dentro il regime".

Quando è scoppiata l'epidemia a Wuhan e in tutta la regione del Hubei, c'è stato uno scontro di responsabilità molto forte tra il sindaco della megalopoli Zhou Xianwang e il governo centrale, tanto che il sindaco si era tolto più di un sassolino pochi giorni dopo la messa in quarantena dell'intera città quando aveva avvisato che 5 milioni di cinesi se ne erano già andati a contagiare in giro per la Cina. I responsabili della sanità del Hubei sono stati licenziati dal governo centrale per non aver gestito tempestivamente l'emergenza nella regione.

E anche attorno alle responsabilità del Wuhan Institute of Virology (gestito dal potere centrale) nell'aver originato il virus dai pipistrelli ospitati nei propri laboratori si sta giocando una grossa partita politica.

Anche altre amministrazioni regionali sono sotto accusa o sono minacciate, nel gioco di scaricare le responsabilità.

Improvvisamente, qualcuno dentro il partito potrebbe essersi convinto che i poteri assoluti concessi a Xi Jinping sono troppo grandi nei confronti degli equilibri interni e l'epidemia di coronavirus potrebbe essere l'occasione per rimetterli in discussione.

Li Keqiang plenipotenziario senza poteri.

L'immagine di Xi Jinping ridimensionata sui mass media.

Resta infine l'ipotesi che Tencent Leak sia una bufala, una fake news creata ad arte dai cinesi di Taiwan per screditare il regime comunista, nel quadro dello scontro storico che contrappone le due Cine. Ma in questo caso sarebbe lecito aspettarsi una smentita o una giusta reprimenda da parte di Pechino. Forse è solo questione di ore.

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(in aggiornamento)