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QUELLI CHE "COVID-19 NON ESISTE PIU'"


- 04/06/2020

Chi afferma che Covid-19 non esiste più, e quindi possiamo tornare a fare tutto come prima, non sa che metà della popolazione mondiale è ancora nel pieno della pandemia, di cui non si intravede ancora la fine.


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Capita, nell'Italia provinciale e affamata di telenovelle.

Un signore che di mestiere fa l'anestesista-rianimatore in uno degli ospedali più noti alle cronache giudiziarie diventa improvvisamente lo scienziato nazionale  più ascoltato ed influente in materia di COVID-19.


Le sue dichiarazioni "il virus da un mese non esiste più", fatte prima del 2 giugno e della manifestazione dei salvini-meloni-tajani a Roma hanno costretto tutti a rincorrerlo, chi per smentirlo o ridurne l'effetto, chi per esaltarlo e proporlo come eroe degli anti-lockdown, gilet arancioni e faune di destra.


Un'operazione politica, per certi versi prevedibile, ovvia e scontata, per altri pericolosa e ignorante.


In Italia dopo tre mesi di distanze, chiusure, mascherine e accorgimenti vari le palline di coronavirus sono matematicamente diminuite, quasi azzerate.

Non serve dirlo adesso, nei giorni in cui il governo Conte aveva già programmato la fine dell'emergenza e l'annullamento delle misure di restrizione.

Bisognava avere il coraggio di dirlo un mese fa, quando il numero dei morti era ancora nell'ordine di 200-300 al giorno.


Ma i politicanti, quelli veri e quelli in camice bianco, si guardavano bene dal farlo, chi ce la fa fare a rischiare figuracce e smentite, chi glielo dice a quelli di Bergamo che "il virus non c'è più"?


A molti scienziati nostrani sfugge un particolare: COVID-19 è una PANDEMIA, la cui diffusione è avvenuta, e continua a svilupparsi, in modo asincrono.

Per rendersene conto basta prendere i grafici che accompagnano i dati forniti dal datacenter del Johns Hopkins, paese per paese.

Dopo aver selezionato lo Stato, compaiono i numeri dei contagi e dei decessi in valore assoluto e tre piccoli grafici, in basso a destra che si rivelano essere molto più utili, per chi impara a leggerli.


Il primo mostra la curva dei contagi totali nel tempo, il secondo mostra lo stesso valore su una scala logaritmica ( più utile per capire l'andamento) e il terzo è un grafico a barre con i valori puntuali. E' sufficiente guardare i tre grafici per capire.


Se si seleziona il Brasile, 585mila contagi e 32.500 morti, ci si rende conto immediatamente che in quel paese l'epidemia di coronavirus è nel pieno della sua mortale virulenza, e non ha ancora raggiunto il picco. La prima curva è esponenziale, la seconda è in salita, il terzo grafico mostra che il numero dei contagi giornalieri è in crescita con una media di circa 30 mila al giorno. Il Brasile è un disastro annunciato, ma al di là delle cause politiche, ben evidenti, rappresenta una minaccia per altri paesi, e non solo dell'America Latina.


Ad esempio, nei giorni scorsi è stata data notizia di una intera famiglia italiana che al rientro da un viaggio turistico negli Stati Uniti è stata messa in quarantena perchè positiva ai test. Questa famiglia ha viaggiato in aereo fino a Francoforte e da lì a Fiumicino. Con quante persone sono entrate in contatto? e quante di queste sono entrate in altri contatti?


Quante persone viaggiano dal Brasile, dagli Stati Uniti, dal Messico, dall'India - tutti paesi dove Covid-19 è ancora vigoroso e mortale - verso l'Europa e verso l'Italia?


L'economia italiana ha bisogno di ripartire, lo capiscono anche i muri, e una parte consistente di questa ripresa si basa sui flussi turistici dall'estero. Come si affronta questo problema senza penalizzare l'economia da un lato e senza esporsi a nuove ondate di contagi virulenti dall'altro ?.


Ci sarebbe bisogno di discutere e capire questi aspetti, piuttosto che di propagande ignoranti o demagogiche.

Anche se il virus in Italia fosse completamente scomparso, ci metterebbe poco a prendere un aereo o una nave o un treno per ritornare a mietere vittime e provocare nuove chiusure.


Viene il dubbio che qualcuno dei salvini-meloni-tajani sia invidioso dei trump-bolsonaro, di come abbiano sfidato il parere degli scienziati iniettandosi candeggina nel sangue o cloroxina nel cervello, ricevendo il plauso di commercianti, imprenditori, disoccupati, le tante vittime economiche di COVID-19.

E viene il dubbio che anche gli scienziati, veri o finti che siano e di qualunque schieramento, abbiano fiutato l'occasione per mettersi in mostra a costo zero, con battaglie a colpi di firme e controfirme come nel caso dei 500 scienziati che hanno lanciato un appello contro l'appello degli 11000 scienziati che denunciavano i rischi del "climate change" e del riscaldamento globale.


Non essendo uno scienziato mi limito ad osservare i dati del Johns Hopkins e a scrutare le pendenze dei grafici, oltre a mantenere le precauzioni minime e di buonsenso, pur sapendo che una pandemia non si arresta in un solo paese e con le chiacchiere dei talk show televisivi.


In tutto il mondo il numero dei contagi rilevati giornalmente da metà maggio ha superato i 100mila, l'ultimo dato è di 130mila nuovi casi, la curva su scala logartimica è in ascesa, il che significa che il picco della pandemia a livello mondiale non è stato ancora raggiunto.


INDIA, 218mila contagi rilevati (con crescita di 10mila al giorno, in crescita) , 6000 morti, la curva su scala logaritmica in forte accelerazione, simile a quella del BRASILE, che però ha una popolazione un sesto di quella dell'India.


MESSICO, 101mila contagiati, 4mila al giorno in crescita, 12mila morti, curva logaritmica in ascesa


RUSSIA, 440mila contagiati, 9mila al giorno, 5.300 morti (??), logaritmica in ascesa


STATI UNITI, 1.850.000 contagiati,20mila al giorno in crescita, 107mila morti, curva su logaritmica non ancora appiattita.


Chi volesse dare uno sguardo anche agli altri paesi e relativi grafici, può farlo direttamente.



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