GAZA, HANNO VINTO I PALESTINESI?

GAZA, HANNO VINTO I PALESTINESI?


#GazaUnderAttack, la tregua segna la non sconfitta di Hamas e la quasi sconfitta dei propositi bellicosi di Israele

i.fan. - 21/05/2021

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C'è una tregua a Gaza, martoriata da 11 giorni di bombardamenti, "Incondizionata e unilaterale" sia da parte israeliana che di Hamas, anche se entrambi affermano di avere il "dito sul grilletto" pronti a riprendere le ostilità in caso di evenienza.


Si sa che il "cessate il fuoco" quasi sempre è la presa d'atto di uno stallo, di una impossibilità di entrambe le parti a cogliere un risultato pieno che possa fargli proclamare la vittoria.


I motivi umanitari, le vittime e le sofferenze dei civili fanno da contorno, ma spesso gli equilibri di una tregua sono legati ad altri fattori.

E in ogni tregua in realtà c'è un quasi vincitore e un quasi sconfitto.


Nel caso dell'attacco israeliano a Gaza, dopo il lancio di missili di Hamas da Gaza su Israele a seguito della provocazione israeliana alla moschea di al Aqsa a Gerusalemme, le scene di giubilo da parte dei palestinesi dopo l'annuncio del cessate il fuoco fanno pensare che siano loro i "quasi vincitori".

Mentre dall'altra parte, quella del governo e dell'esercito d'Israele, la sospensione dei bombardamenti viene contestata, in mancanza di prove di un effettivo raggiungimento del principale obiettivo: annientare Hamas, riducendo Gaza al completo silenzio, ovvero alla impossibilità di sparare razzi, fosse anche uno solo.

Obiettivo non raggiunto, perchè da Gaza sono continuati a partire missili fino a poco prima dell'annuncio del cessate il fuoco, anche se in numero limitato e sempre meno offensivi, dando ai palestinesi l'illusione di aver retto con dignità lo scontro con il super esercito d'Israele e quindi di aver "quasi vinto".

La domanda che tutti si pongono é: chi ha davvero vinto, o chi può proclamarlo, in questo ennesimo scontro di Gaza?

1 - ogni tregua, per definizione, è precaria


2 - non si conoscono ancora i termini esatti della trattativa condotta dall'Egitto per conto di Joe Biden per ottenere il cessate il fuoco di entrambe le parti. Sembrerebbe che Netanyahu abbia ottenuto la garanzia da parte degli Stati Uniti di potenziare lo scudo antiaereo Iron Dome con denaro e tecnologia più sofisticata.

Il lancio di razzi da parte di Hamas ha mostrato che lo scudo non garantisce al 100 per 100 la sicurezza del territorio israeliano. Undici ebrei sono morti per colpa di missili non intercettati dallo scudo e quindi la promessa di Biden di assistenza, unita all'uccisione di decine di capi militari di Hamas e la distruzione della rete di tunnel sotto Gaza, consentono a Netanyahu di dirsi soddisfatto degli undici giorni di guerra.

Il suo ministro della Guerra (Difesa) Benny Gantz ha dovuto recedere di qualche millimetro. Avrebbe preferito un numero di morti con più zeri. Dovrà accontentarsi di 250, decine di bambini, assieme a madri e padri.

3 - I palestinesi nel martirio si esaltano. L'opinione pubblica mondiale ha espresso solidarietà e vicinanza ad una causa che sembrava completamente dimenticata e marginalizzata a favore di Israele, grazie anche ai 4 anni di Trump. Sembra che negli accordi di tregua i palestinesi riceveranno denaro internazionale per ricostruire i palazzi e le infrastrutture distrutte, anche se continueranno a vivere ammassati nella striscia di Gaza senza speranze di raggiungere la Cisgiordania.

La rete logistica di Hamas ha retto un secondo in più di quanto previsto da "guardian of the walls", e per la componente oltranzista è un successo da sbandierare anche in vista delle elezioni palestinesi.

4 - Il rebus politico israeliano si complica, dopo l'euforia iniziale, perchè gli "arabi d'Israele" si sono schierati con i palestinesi per difendere Gerusalemme dalla pulizia etnica perseguita da Netanyahu.

Si è aperto un fronte interno nelle principali città israeliane che si alimenta non solo della questione palestinese ma anche di una profonda questione sociale, razziale e morale. La già scarsa credibilità israeliana agli occhi degli arabi si è disciolta al sole dopo la profanazione della moschea di al-Aqsa

§§§

Attaccando Gaza, Israele ha sollevato la polvere sul problema facendolo apparire come una minaccia per il futuro forse più grave della stessa questione di Gaza e Cisgiordania. La pax israeliana non funziona, finchè è fondata sull'esclusione razzista delle altre etnie e religioni. La giustificazione della forza militare come strumento di difesa della sicurezza ed esistenza di Israele viene smentita dalle aggressioni degli oltranzisti ebrei ai pacifici cittadini arabi.

Ora che gli arabi israeliani hanno anche un partito alla Knesset, perchè non potrebbero osare di più?

Dopo aver combattuto con successo la prospettiva di due popoli in due stati, gli ebrei di Israele scoprono il rischio di diventare minoranza dentro il loro Stato. A Tel Aviv si parla apertamente di una prospettiva di "guerra civile".

I Guardiani delle Mura si erano illusi che le bombe potessero cancellare anche questa realtà.

Anche per questo i palestinesi manifestano con entusiasmo dopo la fine dei bombardamenti.


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#GazaUnderAttack


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